mercoledì 11 aprile 2012

Copertine: esempi nelle edizioni Fanucci, uf e pr

Continuiamo la carrellata di copertine, ovviamente non esaustiva, puramente indicativa e sommamente soggettiva, con alcune scelte dell'editore Fanucci, sempre limitandoci ai generi urban fanatsy e paranormal romance, e sempre riferendoci a immagini di copertina che si è scelto di cambiare.


Sherrilyn Kenyon, Danza col diavolo


Meglio la copertina originale secondo me, soprattutto perché la aspettavo, dato che i primi volumi avevano sempre riproposto le stesse immagini dell'edizione americana. Di quella italiana ho apprezzato il riferimento all'aurora boreale (del resto, siamo in Alaska), ma non molto il volto femminile, che purtroppo non rimanda affatto, a mio giudizio, ad Astrid per come viene presentata nel libro. 

Sherrilyn Kenyon, Il gioco della notte


 




Una volta accusato il colpo e capito che non avrei probabilmente più avuto la riproposizione delle copertine originali, ho comunque sperato per il meglio. E non siamo andati malissimo, solo che la ragazza della versione italiana assomiglia troppo a Cher e non ha niente a che fare con Bride, la dolce, decisa, formosa Bride! Tra l'altro la città dello sfondo (che sarebbe anche bello...) mi pare New York, proprio non New Orleans. E ovviamente....pipistrelli, sob! In ogni caso, vince la copertina originale, soprattutto  quella con Vane a figura intera (il colore in realtà è più tenue di questo vivace lilla, è un problema dell'immagine che ho caricato!), e spero di non dover spiegare il perché.


Jeaniene Frost, Serie di Cat e Bones 










Le copertine italiane non sono in ordine come quelle originali, l'ordine di pubblicazione è La cacciatrice - La regina - L'urlo - L'odore (della notte, of course). Beh...delle italiane mi è piaciuta quella de L'urlo della notte, ma quelle originali sono così belle che non c'era possibilità. Sarebbe stato meglio arrendersi subito...




Jeaniene Frost, Crepuscolo cremisi


  
E in questo caso, invece, mi sento di ringraziare Fanucci perché l'immagine originale di copertina non mi pare né intensa né accattivante. Meglio quella italiana. 


Sharon Carter Rogers, Baby Doll


  


Anche qui preferisco la copertina originale. Più suggestiva e forte, meno ambigua riguardo al contenuto del libro.


Kim Harrison, Il fascino della notte




Direi meglio la copertina italiana, soprattutto perché non riesco mai ad apprezzare i sederi di figure femminili, che invece pare vadano molto negli Stati Uniti, almeno in questo genere di narrativa. L'unica cosa che non mi convince della copertina italiana sono, è chiaro, i pipistrelli! E il fatto che siamo sempre sul solito modello: volto di donna-città sullo sfondo. Aiuta la riconoscibilità, certo, ma...adesso basta!


Per quel che riguarda le serie che, in generale, hanno mantenuto le copertine originali, come quella dei Sangue Blu di Melissa de la Cruz, i volumi di Karen Chance, i primi della serie Dark-Hunters di Sherrilyn Kenyon o quelli della serie su Nick, mi pare che la scelta sia stata felice perché le copertine originali erano davvero intriganti e suggestive.
Nel resto delle pubblicazioni, invece, secondo me il confronto non porta a una "vittoria" di Fanucci. Lo considero un peccato, perché in altri ambiti Fanucci ha osato e ha vinto: penso alle copertine del fantasy o della science-fiction, in particolare a quelle di Antonello Silverini per le opere di Philip Dick, a quelle per le opere di China Miéville, Frank P. Herbert, Robert Jordan e Terry Goodkind. Tutte scelte non scontate, alcune forse addirittura rischiose, ma secondo me molto riuscite.
Qualcuno mi aiuta a capire perché nelle copertine del genere urban fantasy (soprattutto se rivolto a donne e non a ragazze) trovo invece più appiattimento, meno forza e creatività, minor capacità di coinvolgere, scuotere, colpire, minor aderenza a ciò che si andrà a leggere e, quel che è peggio, un supino adeguamento alle mode (riferite al mondo femminile, ovvio!) del momento?
Grazie per l'aiuto.










martedì 10 aprile 2012

Copertine di urban fantasy e paranormal romance



"Le copertine devono somigliare a tre cose: al libro che racchiudono, all'editore che lo pubblica, al lettore che lo compra". Riccardo Falcinelli, art director e curatore di Fare i libri - Dieci anni di grafica in casa editrice (Minimum Fax).


Di solito tendo a preferire le copertine originali, in particolare per i romanzi, ma ammetto che nel caso del paranormal romance e dell'urban fantasy le copertine originali spesso sono un po', come dire, troppo "mitico fusto e donnetta svenevole" o "sangue colante e zanne acuminate". Alcune copertine italiane quindi, discostandosi da queste modalità, secondo me sono molto più riuscite. In altri casi, invece, soprattutto quando le copertine originali sono molto interessanti, innovative, divertenti o suggestive, mi piace che vengano mantenute.

Riprendendo la frase di Falcinelli, effettivamente trovo molto seguita la seconda richiesta (somigliare all'editore), abbastanza la terza (somigliare ai lettori che lo comprano), meno la prima (somigliare al libro che racchiudono). Infatti trovo lo stile delle copertine abbastanza riconoscibile a seconda dell'editore, penso a Fanucci, Leggereditore, Nord, Newton Compton, Giunti, i cui libri spesso individuo chiaramente pur senza aver visto il logo o la scritta. Questo lo giudico indubbiamente positivo.
In quanto ai lettori, mi pare che dalle copertine si noti bene che sono pubblicazioni rivolte prevalentemente al genere femminile. Anche questo è positivo e aiuta: ad esempio io spesso mi trovo a cercare questi libri in scaffali che confinano con l'horror o il crime, generi che non sono proprio nelle mie corde, e questa riconoscibilità "femminile" la apprezzo molto. Mi fa risparmiare tempo, e questo è fondamentale dato che di solito mio figlio, nel frattempo, sta correndo nella parte opposta della libreria, o sta aprendo un libro pop-up con costernazione o allibito orrore della libraia. 
Tuttavia mi pare che a volte ci siano confusioni perché immagini che farebbero pensare a un contenuto adulto si trovano su libri per ragazzi o young adult, mentre libri dal contenuto marcatamente adulto hanno a volte copertine molto delicate, più romantiche che altro. Per carità, a me non piacciono le copertine troppo forti o smaccate, ma neanche quelle con adolescenti sognatrici quando il libro è ben più forte. 
Sono una lettrice di questo genere da solo un anno o poco più, ma mi sono fatta un'opinione riguardo a ciò che gradisco. In copertina non apprezzo gli uomini esageratamente muscolosi (tipo "pompato"; diciamo che il mio ideale è rappresentato dalla statuaria greca), ma di solito apprezzo i busti maschili sia di fronte che di spalle (beh, anche di profilo o di tre quarti). Le figure intere mi risultano gradite se non perdono d'intensità e se sono in rapporto con lo sfondo. Molti volti maschili purtroppo non mi appaiono affascinanti, non so perché, ma se la foto ha un'espressione intensa la apprezzo comunque. Mi piacciono i volti maschili inconsueti e con espressioni "vere". Volti non stereotipati di donne,  dall'espressione decisa o ironica, attirano le mie simpatie molto più che occhi di donne, bocche di donne,  facce di donne con la classica espressione che le foto di moda e le pubblicità hanno consacrato, ma che a me fa pensare a una persona che ha problemi di stitichezza, o che è appena uscita da un'overdose, o che ha appena tirato fuori la testa dalla tazza del water. Opinione personale, per la quale tra l'altro non compro più una rivista femminile da tre anni (le uniche pubblicità che non mi facevano venir voglia di lanciare il giornale erano quelle di Elena Mirò - chi si ricorda? "Ciao, magre!" - e quelle di Antonio Marras, che mi hanno sempre fatto sognare...). 
Assomigliare al libro è la cosa più difficile, per una copertina. A me è capitato poche volte di chiudere il libro e aver pensato: "Questa copertina è perfetta, perfetta!". Certo, è qualcosa di estremamente personale, perché ciascuno in un libro può essere colpito da elementi diversi, ma a volte ci sono quei fili conduttori, quei temi che tornano continuamente nel libro e che vorresti ritrovare anche nell'immagine che lo rappresenta (e presenta). 
Gli elementi simbolici, le immagini architettoniche o gli elementi floreali li giudico sempre intriganti, a meno che non siano stati visti già troppe volte (ad esempio, la ormai classica immagine di navata di chiesa in penombra o il fiore rosso che perde i petali o le mele, mele, mele...). 
Mi piace che ci siano riprese nelle copertine di una serie: un colore, una modalità, un elemento, qualcosa che faccia da tratto d'unione e che il lettore possa aspettarsi come si aspetta la battuta simpatica  di un amico.
E voi, miei quattro lettori, che ne pensate?


Iniziamo prendendo ad esempio alcune copertine di Leggereditore.


Kresley Cole, Dark Passion


  
Quella italiana secondo me è bellissima, soprattutto a confronto di quella originale, che fa davvero troppo "telefilm per adolescenti".


Kresley Cole, Dark forever






Quella italiana è una delle più belle tra quelle uscite negli ultimi anni, ma effettivamente anche quella originale non era male. Comunque anche tra queste due preferisco quella italiana.


Kresley Cole, Dark dream




In questo caso, invece, la copertina italiana non l'ho apprezzata molto, perché a mio parere non c'entra nulla con la storia, anzi fa immaginare tutto un altro ambito. Invece quella originale è strepitosa, sarà che Rydstrom me lo immagino proprio così (non nel senso delle catene!!! Ma dell'aspetto).


Darynda Jones, Il fascino del male




Per il primo volume delle avventure di Charley era stata mantenuta la copertina originale e mi sarebbe piaciuto che lo avessero fatto anche in questo caso. Infatti la considero super-glamour e ironicissima! Tra l'altro Charley, come molte altre protagoniste di questo genere, non me la immagino proprio così "figosa" come la ragazza dell'edizione italiana. Sono solo io?


Larissa Ione, Passione eterna




Mah. Non è che mi faccia impazzire, ma devo dire che preferisco la copertina originale, sia per  l'espressione del volto della donna nella copertina italiana (vedi sopra) sia per il panorama che fa villaggio alpino e che per un libro ambientato tra l'Egitto e gli Stati Uniti non vedrei proprio come la prima scelta.


Lora Leigh, Istinto animale






Beh, dell'edizione originale non ho messo la prima versione, ho pensato fosse meglio. In ogni caso qui la copertina italiana vince alla stragrande, peccato solo per i pipistrelli (?).




Lara Adrian, Il bacio eterno




Trovo migliore la copertina italiana, più sobria, più chiara, più evocativa. (E qui i pipistrelli ci stanno).




Lara Adrian, Il bacio di fuoco


  


In questo caso si gioca su colori e immagini radicalmente diversi. Le tonalità della copertina italiana mi paiono molto glamour e perfette per la primavera (dato che il libro esce alla fine di aprile...), mentre trovo i colori dell'edizione originale davvero cupi. Tuttavia, apprezzo maggiormente l'immagine di abbraccio dell'edizione originale rispetto alla "vamp chic" della  copertina italiana, la cui bellezza giudico troppo artefatta. 


Ho cercato di scegliere soprattutto le copertine di cui non ricordavo l'originale, per non avere prevenzioni. Un pari dal mio punto di vista, 4 a 4. 
Voi che ne dite?



lunedì 9 aprile 2012

Libri per bambini con orchi

Gli orchi a me hanno sempre fatto paura. Per fortuna nei libri per bambini non la spuntano quasi mai, e quando succede è perché si sono lasciati ammansire. Inoltre, ora che sono adulta riesco ad apprezzare i rimandi che gli illustratori, attraverso certi segni più o meno piccoli, mettono nelle loro figure. Tuttavia, ammetto che in certe storie glisso sui particolari più trucidi. Per esempio, in Pollicino non dico che l'orco si mangia le proprie figlie, ma solo che si accorge che i suoi ospiti sono fuggiti. Beh, mio figlio aveva quattro anni la prima volta che gli ho letto questa storia: mi sembrava davvero un po' troppo presto per certi dettagli.
Comunque, ecco alcuni libri con orchi che abbiamo apprezzato, partendo dall'ultima scoperta in biblioteca.


Mathilde Stein e Mies van Hout, L'orco, Lemniscaat/Il castello, Rotterdam/Milano 2008


Davvero divertente. Sia il testo che le illustrazioni sono ricchi e suggestivi, e l'indomita bambina protagonista dell'avventura è una sagoma! L'orco è troppo pasticcione per non risultare davvero simpatico!

Charles Perrault, Pollicino, illustrazioni di Lucia Salemi, Fabbri, Milano 2007





Un testo classico, con una resa che in qualche passo è forse un po' difficile (frasi lunghe e con troppe subordinate, termini abbastanza desueti; mi riferisco ovviamente alla lettura a bambini fino ai sei anni), ma che rende bene la storia soprattutto grazie alle splendide illustrazioni di Lucia Salemi, di una tenerezza, poesia e ironia uniche. L'orco è giustamente una figura caricaturale, gabbata senza troppa fatica dal piccolino. Meraviglioso il disegno di Pollicino che dorme, luna e stelle tra i suoi capelli.




Pollicino (dalla versione tradizionale italiana e da Charles Perrault), illustrazioni di Sophie Fatus, Fatatrac, Firenze 2008



Sophie Fatus mi piace molto come illustratrice, ma il fatto che in quest'opera abbia voluto privilegiare gli aspetti oscuri e spaventosi della storia, utilizzando colori cupi e immagini forti, me l'ha fatta risultare meno piacevole di altre. L'orco mi è parso troppo umano, e quei baffetti mi ricordano troppo un certo personaggio storico. La narrazione invece, data da un incrocio tra la versione di Perrault e quella tradizionale italiana, è molto gradevole.


Charles Perrault, Il gatto con gli stivali, illustrazioni di Maria Sole Macchia, Fabbri, Milano 2006



Questo libro è una piccola perla. L'ironia smaccata del racconto, la simpatia dei personaggi, le illustrazioni divertentissime e dolci (da manifesto quella del ragazzo appena tirato fuori dallo stagno, davanti al re e alla principessa, con l'espressione - impagabile! - dei due cavalli della carrozza!) lo rendono una lettura piacevolissima. L'orco è una figura ben fatta, sia nella versione umana, sia come leone, sia come topolino è disegnato in modo che si capisca che può far paura, ma non al nostro gatto.


domenica 8 aprile 2012

Libri per bambini con mostri, 2

Abbiamo trovato qualche altro libro per bambini con i mostri! Ecco le nostre piacevoli scoperte: storie gustose con illustrazioni molto diverse, ma tutte interessanti.

David Grossman, Itamar il cacciatore di sogni, Mondadori, Milano 2008, € 7,00





Più che un mostro è un folletto quello che Itamar e il suo papà devono sconfiggere. E, come sempre, il mostro non è così brutto come lo si dipinge: Itamar scoprirà che il folletto è suo, ed esiste solo nei suoi sogni, e si accorderà in modo che entrambi possano essere felici. Bellissime le illustrazioni di Manuela Santini, che ha ritratto benissimo David Grossman.

Stephanie Blake, No, niente nanna!, Babalibri





Due coniglietti fratelli che giocano, ma il piccino dimentica la copertina, e "niette 'tina, niette nanna!". Il viaggio di Gaspare per ritrovare la copertina nel mezzo della notte, ma c'è...un mostro! Per fortuna la casa è lì, con il letto, il fratellino, la mamma, la colazione.

Carl Norac e Carll Cneut, Mostro, non mangiarmi!, Adelphi, Milano 2006, € 14,00





Il maialino Alex si addentra nel bosco per prendere mele e more, anche se la mamma gli ha detto di non mangiare fuori pasto. Ma...viene catturato da un mostro! Grazie alla sua furbizia rimanda il momento in cui il mostro lo mangerà...finché per fortuna arriva la mamma del mostro, che gli impone di non mangiare fuori pasto e di andare a lavarsi. Alex corre a casa dalla mamma, sollevato.
Bella storia e illustrazioni molto belle e poetiche, con una speciale qualità pittorica e un'aura quasi onirica.


sabato 7 aprile 2012

libri del mese; aprile 2012


Libri del mese

Aprile 2012

(in ordine di lettura)



Sophie Kinsella, Sai tenere un segreto?, Mondadori, Milano 2003

Thea Harrison, Storm's heart, (Elder races 2; rete)

Pamela Morsi, Courting Miss Hattie, (rete)



venerdì 6 aprile 2012

Storm's heart, di Thea Harrison


Mi piace lasciarmi coinvolgere dalle storie, e quando mi imbatto in una serie avventurosa, romantica, ironica e divertente come questa apprezzo molto il fatto di poter leggere tutti i libri che la compongono (fino ad ora) uno di seguito all'altro. E' utile anche per non perdere il filo della macro-trama e delle sotto-storie che si dipanano di libro in libro (altro elemento che apprezzo molto, la continuità e i richiami di libro in libro).
Anche questo secondo capitolo della serie Elder races è stato accattivante, sebbene debba ammettere di aver apprezzato maggiormente la prima parte del libro che la seconda, anche per il comportamento dei protagonisti, che a lungo andare diventa un po' stereotipato. I personaggi secondari, per contro, nella seconda parte del libro acquistano più spessore: Rune, Aryal - l'arpia che in Dragon Bound mi stava antipatica, e ora simpaticissima -, Cameron (finalmente un'umana decente!), Duncan, che speriamo ritorni, la dottoressa Seremela Telemar (che, a parte il nome che sembra uno scioglilingua, è una interessante donna-medusa - non l'animale, ma la creatura mitologica con serpenti al posto dei capelli), Arethusa e Aubrey, e Carling, protagonista del prossimo libro della serie insieme a Rune.
Tiago è un uomo-alpha talmente dispotico da far impallidire Dragos, ma lo salvano lo spudorato carisma sexy e un'autoironia davvero simpatica. Tricks mi era piaciuta di più in Dragon Bound, perché in questo libro ha spesso un comportamento infantile o contradditorio, ma anche lei viene salvata dalla simpatia di certe sue uscite. Inoltre a me le fate lasciano abbastanza fredda, quindi forse ero già un po' prevenuta rispetto a lei, mentre un Wyr thunderbird, contornato da temporali, tuoni e fulmini, come fa a non essere affascinante?!
Infine, a me questo secondo volume è parso scritto meglio del primo: migliore la capacità di descrizione di caratteri e sentimenti, più approfondita l'introspezione e più calibrata l'interazione tra i vari personaggi. Tuttavia ammetto che questa mia differenza di percezione potrebbe anche essere dovuta al formato differente in cui ho letto i due testi, il primo in un orribile pdf scritto piccolissimo, questo invece in un ottimo formato epub.
Si conferma comunque la capacità della scrittrice di costruire dialoghi vivi, vivaci, ironici, romantici o commoventi a seconda dei casi e di delineare un mondo interessate, coerente, affascinante. Quindi un giudizio positivo, anche se la conclusione è un po' sottotono e non porta a termine alcune delle linee fondamentali del libro.


Alcune frasi tratte dal libro, grazie a www.goodreads.com, con mie aggiunte tra parentesi.
He had come for her. He had promised everything was going to be okay, and he had come for her, and he had looked so crazy-sexy. No, monstrous. No, sexy. Oh damn.

(I pensieri di Tricks, o Niniane, che dir si voglia)
I don't know all the answers. Nobody does; nobody can. Take hold of this, Niniane. Take hold of me, and don't let go for anything.

(Tiago a Niniane)
Dude, you ever taste harpy’s blood? We’re rarer than shit so I’m betting not. Want to go out for a drink sometime? If you put out, I might let you have a sip.

(L'arpia Aryal al vampiro che fa la guardia a Tricks. Come aggiunge poco dopo, non sai quanto è difficile rimediare un appuntamento a New York!)
“The shackles." She stirred. "Aryal has both sets of chains, and the key," she told him, muffled against his skin. "She swears she'll find a way to destroy them. She's saying 'My Precious' a lot and talking about dropping them into a volcano.”

(Il mio tessssssoro...Mi piacciono le citazioni di libri nei libri!)

Tiago decided he enjoyed armchair warfare. It was so comfortable, and there were pastries.

(Una delle frasi più simpatiche del libro!)

Never send a harpy on a mission of diplomacy.

(L'hai detto, Rune.)
Her compact, curvaceous body was laid out like some kind of offering to a pagan god. As someone who had once been a pagan god, he knew what he was talking about . . .
She cradled his head and bowed over him, wiping her damp cheeks with one hand.
"We're so different from each other."
"We live a long time. It's good to not be bored.”

(Conciso, essenziale, ironico. Tiago nella modalità migliore).

mercoledì 4 aprile 2012

Libri per bambini con mostri

Non ho mai amato i mostri, quindi ovviamente mio figlio ne è appassionato. (Come di serpenti, ragni, rettili vari, scheletri, zombi....brrr!!!)
Tuttavia ho scoperto con piacere che molti libri per bambini con mostri sono davvero gradevoli, simpatici, ironici. Ecco quelli che preferiamo.

Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi, Babalibri, 1999




Bellissimo. Se dovessi dargli un voto, direi sicuramente 10. Le parole sono accattivanti, non invasive e ricche di sollecitazioni e spunti. I disegni sono splendidi, dolci, ironici e interagiscono meravigliosamente con le parole. Lo si prende e riprende in mano per puro piacere, e dà l'occasione di affrontare temi importanti, quali la rabbia, il desiderio di fuga, l'accettazione. Inoltre, è uno di quei libri che consente facilmente integrazioni da parte del genitore-lettore. Ad esempio a mio figlio, nelle pagine senza testo, io raccontavo: "...e ulularono selvaggiamente arrampicandosi selvaggiamente sugli alberi" o "...e danzarono selvaggiamente trasportando selvaggiamente Max sulla schiena" e alla fine, quando Max ritorna nella sua cameretta e c'è un piatto caldo che lo aspetta (perché anche se una mamma si arrabbia, non lascia il figlio senza cena), aggiungevo, perché fosse più chiaro: "...glielo aveva preparato la sua mamma!". E mio figlio sorrideva, tranquillizzato e divertito al contempo. Imperdibile e impagabile.




Julia Donaldson e Alex Scheffler, Il Gruffalò, Emme edizioni, San Dorligo della valle (TS)



Questo è un altro classico, quando si parla di mostri. Divertentissimo, con rime molto carine ben rese in italiano, un mostro che fa davvero tenerezza e un topolino furbacchione che è la perfetta ripresa di certi personaggi tipici delle fiabe (i piccoli e deboli che grazie alla loro furbizia hanno la meglio sul cattivo di turno). Proprio bello, si gusta come un gelato.

Julia Donaldson e Alex Scheffler, Il Gruffalò e la sua piccolina, Emme edizioni, San Dorligo della Valle (TS), 2011




Il seguito della storia del Gruffalò. Carino come il precedente, con gli stessi disegni semplici, divertenti, ricchi di particolari simpatici.



Michael Broad, Il fetido gnoccopuzzo, Piemme, Milano 2011




L'ho comprato perché mio figlio l'ha visto (occhio di lince per cose mostruose) e perché costa € 3,00, ma non mi aspettavo granché. Invece sono rimasta stupita! Per quanto la storia sia semplice, certe parti fanno davvero ridere e le varie schede sui mostri sono simpaticissime. Da allora, ogni tanto io e mio figlio ci apostrofiamo dicendoci: "Non fare la Giannetta horribilis!" E andate a scoprire qual è la forma ideale di costruzione a Mostrolandia...eh sì!



Ed eccone uno che a lui è piaciuto, a me per niente.

Henriette Bichonnier - Pef, Il ritorno del mostro peloso, Emme edizioni, San Dorligo della Valle (TS) 2010



Un principe che si ritrasforma in mostro, attraverso uno scoppio in cui vediamo tutti i suoi organi interni sparpagliarsi in giro? Per me meglio di no, grazie. E poi come mostro l'ho trovato davvero poco piacevole. La sua famiglia è pure più brutta di lui. E il dipanarsi della storia non mi ha convinta. Comunque, mio figlio l'ha apprezzato.






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