mercoledì 17 ottobre 2012

Aspettare

Se una donna ti fa aspettare, significa che vuol farsi desiderare, quindi le piaci.
Se un uomo ti fa aspettare, significa che sta prendendo le distanze.




"Farsi attendere è farsi desiderare". (Nikita di Luc Besson)
"Un troppo lungo desiderio rende di pietra il cuore". (Libro dei Proverbi)




domenica 14 ottobre 2012

Love is rare enough...


Love is rare enough in this life,
that when you come acrost it
you'd best grab ahold,
and hang on for dear life.

Pamela Morsi, Marrying stone

Egon Schiele

domenica 7 ottobre 2012

Libri del mese


Libri del mese

Ottobre 2012

(in ordine di lettura)



Larissa Ione, Peccato eterno, Leggereditore, Roma 2012

Gena Showalter, Signore dei vampiri, Harlequin Mondadori 2012

Jill Monroe, Signora della foresta, Harlequin Mondadori 2012

Pamela Morsi, Marrying stone, 1994

Ilona Adrews, La città delle tenebre, Nord, Milano 2012

J.A. Aiken, How to drive a dragon crazy, Kensington, New York 2012


sabato 6 ottobre 2012

Appuntamento al Ritz vs La ragazza fuori ufficio

Ultimamente un'amica mi ha prestato una serie di libri carini, ma non eccelsi (Un regalo da Tiffany è uno dei titoli e dà l'idea della tipologia). Nel giro di due giorni ho letto due libri di due autrici giovani, entrambe presentate nel retro di copertina con un riferimento a Sophie Kinsella, entrambe presentate come divertenti, acute, rilassanti: Appuntamento al Ritz, di Hélène Battaglia, e La ragazza fuori ufficio, di Nicola Doherty.
Due libri che per me sono totalmente agli antipodi, sia come capacità di scrittura sia per la tessitura della storia sia per la caratterizzazione dei personaggi.




Hélène Battaglia ha uno stile semplice, giovanile, che per questi libri sarebbe proprio adatto. Tuttavia si perde nel banale, nell'ovvio e, quel che è peggio, nel compiaciuto. I cataloghi delle mises della protagonista Hope ammiccano spudoratamente alle grandi marche, tanto da sembrare una recensione di una sfilata o un articolo di un settimanale femminile; c'è una continua insistenza su certi status-symbol (che ovviamente alla fine Hope ottiene), ma con la scrollata di spalle del dire che non sono le cose che contano; Hope è del tutto fittizia come personaggio: riesce in tutto, non si sa bene come (con enormi e sfacciate falsità! Che una persona da sola riesca a sistemare una suite di un hotel 4 stelle in mezz'ora è assolutamente impossibile: ci vuole un'ora per pulire a fondo e preparare una camera standard in un hotel 3 stelle per chi è bravo, veloce e abituato!); le si dice che sia tanto comprensiva, ma nella gran parte dei dialoghi interagisce a monosillabi e le persone si aprono con lei...così, non si sa bene perché;  per finire, è un personaggio che mi è risultato piatto, falso e ipocrita, un desiderato compendio di tutte le qualità che riesce a essere solo un compendio di boria.  La storia è prevedibile (lui e lei vanno entrambi in Inghilterra in modo autonomo...ovviamente si ritrovano nello stesso posto! Lei ha legato con una ragazza...ovviamente è la sorella di lui! Lei diventa amica di una tale...che ovviamente le compra completi di marca e le offre un lavoro! Va a veder una sfilata...ovviamente la fanno sfilare!), i personaggi stereotipati, il protagonista maschile assolutamente piatto (e anche lui esagerato: studente alla Sorbona - modello superbello - conte inglese...quasi quasi mi aspettavo che avesse già vinto il Nobel). A parte questi elementi, ciò che più mi ha dato fastidio è che la scrittrice vuole dirmi come interpretare le cose. Non me le descrive, mi dà già il suo giudizio preconfezionato. Ultimamente leggo molto scrittrici americane, sia tradotte che in lingua originale, e mi sono abituata a vedere messa in pratica la regola di raccontare, non giudicare, di descrivere e non spiegare. Quando una scena è infarcita di aggettivi quali "bellissimo, stupendo, meraviglioso", mi dispiace, io non vedo niente, se non una scrittrice che mi vuole buttare fumo negli occhi. E questo mi irrita: se la scrittrice descrive ciò che succede, ciò che si dicono i personaggi, ciò che fanno, io poi giudicherò se è "meraviglioso" o no. Se non mi dice niente se non che è "meraviglioso", io so solo che la scrittrice lo reputa meraviglioso. Ma che cos'è? Perché non lascia il giudizio nelle mie mani?
 L'ultimo difetto: la mancanza di ironia. Dio, come volevo che in qualche passaggio saltassero fuori, che so, Derek Zoolander o Mister Bean...I personaggi di questo libro si prendono sul serio dall'inizio alla fine e, considerato che macchiette sono, per me è stato un po' penoso leggerne storie e riflessioni.

L'altro libro, La ragazza fuori ufficio, è frizzante, ricco di humor, caratterizzato da personaggi verosimili e accattivanti: la protagonista è carinissima, una vera "ragazza normale" con tutte le paturnie del caso; lei dialoga veramente con chi ha davanti e la scrittrice ci mostra perché le persone decidono di aprirsi con lei o coinvolgerla nelle loro vite; niente è prevedibile, ma la storia si dipana naturalmente e in modo sensato (a parte forse il finale, che ho trovato un po' ovvio per la modalità di svolgimento) e ha tocchi di intensità improvvisi, delicati e intensi. I personaggi non si smentiscono, ma sono in grado di cambiare ed evolversi nel corso della storia, prima fra tutte la protagonista; i dialoghi sono spontanei, veridici, acuti, i luoghi e le situazioni dettagliati, accurati, ma non noiosi né triti. C'è una prospettiva molto seria sul mondo che circonda il giovane attore in vacanza-lavoro: non è tutto oro quello che luccica. Ci sono relazioni di amicizia e di amore che vengono tratteggiate rapidamente, ma in modo tale da apparire chiare e sensate. C'è ironia, anche da parte della protagonista riguardo a se stessa e accenni di commozione in alcuni luoghi. Ci sono punti del libro da cui scaturiscono riflessioni forti sul senso della propria attività lavorativa, sul mondo dello spettacolo e le sue falsità, sulla capacità di ripartire da zero dopo una batosta, e questi spunti di riflessione non arrivano in modo moralmente imposto o aprioristicamente deciso dall'autrice, ma semplicemente perché è quello che capita ai personaggi che ti fa pensare: li si vede nella storia.
La lingua dell'autrice è scorrevole, ma non banale, acuta e moderna, ma capace di approfondimenti e sfumature. Ottimamente svolto, un degnissimo esordio a mio parere, e un libro che ho gustato molto!





mercoledì 19 settembre 2012

Ma dov'è finita la blogger?

Non mi piace la parola blogger, non mi sento una blogger (...), ma ho dovuto cancellare "...la curatrice di questo blog" perché faceva troppo mostra d'arte.
Sono un po' assente, per varie ragioni, ma presto tornerò attiva. Nel frattempo mi farebbero piacere dei vostri commenti ai post che avete maggiormente apprezzato (o detestato....).
Come vedete ho almeno aggiunto il contatore di presenze per paese di provenienza. Lo ADORO!
In questa uggiosa giornata settembrina vi lascio solo un'immagine...

Piero della Francesca, Volto di donna, particolare dall'affresco La morte di Adamo,
dalle Storie della Croce, Chiesa di san Francesco, Arezzo

giovedì 6 settembre 2012

Libri del mese



Libri del mese

Settembre 2012

(in ordine di lettura)



Haley Tanner, Cose da salvare in caso di incendio, Loganesi, Milano 2011

G.A. Aiken, Dragon actually, 2006

G.A. Aiken, About a dragon, 2008

G.A. Aiken, What a dragon should know, 2009

G.A. Aiken, Last dragon standing, 2010

G.A. Aiken, The dragon who loved me, 2011

Melissa Hill, Un regalo da Tiffany

Hélène Battaglia, Appuntamento al Ritz, Baldini&Castoldi, Milano 2012

Nicola Doherty, La ragazza fuori ufficio, Mondadori, Milano 2012






sabato 1 settembre 2012

Libri per bambini di David Grossman

David Grossman è un autore israeliano che amo moltissimo. Ho conosciuto prima i suoi libri per adulti, tutti splendidi e intensi, alcuni molto profondi e difficili e sconvolgenti, altri dolcissimi e poetici. Sapendo che aveva scritto anche libri per bambini, ora che mio figlio inizia a essere grandino ho acquistato alcuni dei suoi libri per bambini, e li sto apprezzando molto.


  • Le avventure di Itamar, tr. it. di Giorgio Voghera, illustrazioni di Federico Maggioni, 1991 
Non le abbiamo ancora lette. Ma presto...
  • Un milione di anni fa, tr. it. di Angela Ragusa, illustrazioni di Lee Joung Mee, 1998 e illustrazioni di Giulia Orecchia, 2010, ora anche in Storie per una buonanotte, Mondadori, Milano 2011 
 

La raccolta "Storie per una buonanotte" è molto ben fatta e mi ha fatto riscoprire questo racconto, "Un milione di anni fa", che non mi aveva conquistata nella versione illustrata da Lee Joung Mee. Grazioso.
  • Un bambino e il suo papà, tr. it. di E. Loewenthal e G. Voghera, illustrazioni di Barbara Nascimbeni, 1999
Non l'abbiamo ancora letto.
  • Buonanotte giraffa, tr. it. di Daria Merlo, illustrazioni di Katja Gehrmann, 2001, ora anche in Storie per una buonanotte, Mondadori, Milano 2011 
Molto dolce e divertente, anche se le illustrazioni, per quanto simpatiche, non mi hanno conquistata a causa del loro stile.
  • Itamar va a caccia di sogni, tr. it. di E. Loewenthal, illustrazioni di Manuela Santini, 2001 (1990, Itamar Tzayad Hachalomot), ripubblicato come Itamar il cacciatore di sogni, 2008, € 7,00


Capolavoro! Un racconto veloce, ma dolce e chiaro, necessario e profondo, con illustrazioni carinissime e adattissime all'opera. Tra l'altro il papà-David Grossman è veramente somigliante! Uno dei nostri preferiti, riletto tante volte!
  • Itamar passeggia sulle pareti, tr. it. di E. Loewenthal, 2001 (1986) 
Non l'abbiamo ancora letto.
  • Itamar e il cappello magico, tr. it. di E. Loewenthal, illustrazioni di Barbara Nascimbeni, 2005 (1992, Itamar Ve-Kova Ha-Ksamim Ha-Shahor) 

Abbastanza divertente, ma non così coinvolgente. Anche le illustrazioni non sono proprio nel mio genere. 

  • Itamar il grande, a cura di Monica Floreale, Torino 2007 
Non l'abbiamo ancora letto. 
  • La lingua speciale di Uri, tr. it. e adattamento di Bianca Pitzorno, illustrazioni di Manuela Santini, 2007 (1990, Ha-Safah Ha-Miuhedet Shel Uri) 


Capolavoro anche questo! Molto, molto bello, ricco di spunti divertenti sapientemente resi sia dalla traduttrice che dall'illustratrice. 
  • Ruti vuole dormire e altre storie, tr. it. di Alessandra Shomroni, Milano, Mondadori 2010
Non l'abbiamo ancora letto. Ma abbiamo saputo che nel 2011 la Emons ha pubblicato "Le avventure di Itamar" lette da Pierfrancesco Favino, al costo di € 12,90...Ora, è vero che noi non abbiamo neanche il mangiacassette in macchina, figurarsi il lettore di cd, ma un vecchio stereo in casa sì...e la voce di Favino mi intriga. Sì, devo procurarmelo. Si impone ulteriore risparmio sulla spesa. Possiamo farcela. 



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...