sabato 9 agosto 2014

Ruthie Knox, Celebrazione della fantasia e dell'escapismo (#RARM 9/08)




Autrici di oggi nel Read-a-romance-month sono Mary Joe Putney, Ruthie Knox e Meredith Bond.

Belle e intense emotivamente mi sono apparse in modo particolare le parole di Ruthie Knox, soprattutto per la loro portata autobiografica, che forse molte di noi mamme-lettrici possono condividere. 


Dell'autrice consiglio vivamente il racconto Room at the Inn, 



del quale ho detto su goodreads:

La storia (...) è interessante, delicata, coinvolgente, con personaggi e dialoghi vividi, vivaci, veri. Di solito le novelle mi lasciano un po' l'amaro in bocca, questa invece è un gioiellino fatto e finito. E poi...mi ci sono ritrovata, per certi aspetti. L'autrice dice di essersi esplicitamente ispirata al film "La vita è una cosa meravigliosa", che manca nel mio elenco dei "classici che ho visto", perciò dovrò rimediare. 





Celebrazione della fantasia e dell’escapismo

Alla fine delle superiori non avevo ancora avuto un appuntamento o baciato un ragazzo. Pensavo di essere poco attraente, e temevo che ci fosse qualcosa in me che allontanava i ragazzi. Forse le tette piccole o i fianchi larghi.

Ora che sono più vecchia e saggia, sospetto che non ci fosse nulla di sbagliato in me, tranne che ero alle superiori, che sono difficili a prescindere da chi sei e da quanti ragazzi ti chiedono di uscire. Certo non aiutava il fatto che io avessi due fratelli più grandi che erano amici della quasi totalità dei ragazzi che avrebbero potuto interessarsi a me.

Quindi non è una coincidenza che a quell'età io divorassi romanzi d’amore ininterrottamente. Desideravo storie che mi dicessero, ancora e ancora: anche le persone con dei difetti trovano l’amore.
Gli uomini apprezzano le donne per i loro corpi, sì, ma anche e soprattutto per le loro menti, il loro carattere, la loro speciale personalità. Le donne apprezzano gli uomini per le stesse ragioni. Chi è solo incontra qualcuno. Il lieto fine è possibile.

E’ un messaggio davvero rassicurante. Ed io ero abbastanza intelligente da sapere – come ogni altra lettrice di romanzi d’amore – che la vita vera raramente funziona esattamente come un romanzo. E’ possibile, anzi probabile, che l’uomo giusto non avrà addominali da paura, o non sarà in grado di darti orgasmi multipli la prima volta che finite a letto insieme, o non sarà così incline a condividere i suoi torturati pensieri o rivelare i segreti del suo animo nel momento esatto in cui tu lo vorresti.

Tutto questo per dire che conosco la differenza tra realtà e immaginazione. Certo, ne leggo un mucchio, di romanzi: per forza conosco la differenza!

Ma conosco anche la capacità dei romanzi di trasportarmi via, di sostenermi e confortarmi e ricordarmi le verità che ho bisogno mi siano ricordate.

Avevo quattordici anni, ero sola, e i romanzi mi hanno aiutato, molto.

Quando sono andata al college, ho abbandonato i romanzi per parecchi anni. Ma durante l’università sono stata a vivere a Londra per nove mesi, e mi sono trovata ad essere molto isolata. Ero lì per ricerche storiche, vivevo in un piccolo appartamento con una coinquilina che non sembrava apprezzarmi molto, e passavo quaranta ore alla settimana in archivi, scrivendo al computer e parlando quasi con nessuno, tranne, ogni tanto, qualche impiegato affabile. Altre dodici o quattordici ore le passavo in treno, muovendomi da un luogo di studio all’altro. Ho iniziato ad andare a correre, a fare delle escursioni nel weekend. Ma avevo comunque un bel po’ di tempo in cui non sapevo che fare, e così prendevo una dozzina di libri dalla biblioteca ogni settimana. E’ stata la mia riscoperta del romanzo d’amore.

Quei libri mi hanno aiutata.

Mentre ero a Londra, un amico mi venne a trovare, e ci mettemmo insieme. Poi ci sposammo. Mi laureai, poi una nuova città, un lavoro e una nuova vita. Riposi i romanzi in un cassetto per un po’ di tempo. Non ne avevo bisogno.

In seguito ebbi un figlio.

Quando mio figlio aveva otto mesi, e avrebbe dovuto iniziare a dormire per tutta la notte, si svegliava sei, sette, otto volte ogni notte. Dovevo coccolarlo e riaddormentarlo in braccio, passeggiando. Non ho dormito per più di tre ore a notte per duecentocinquanta giorni.

E quel che è peggio, non dormiva mai per più di trenta minuti a fila a meno che non fosse in braccio o che, non appena si agitava, io fossi pronta da sopra il lettino a coccolarlo e ninnarlo.
Lo so che è ridicolo, ma io ero annichilita, disperata e così stanca, stanchissima.

Fu allora che scaricai 6 romanzi in regalo dal sito della Harlequin.

Già capito come è andata, vero? Dopo quelli, ho comprato un romanzo d’amore dietro l’altro. Mi facevano sentire meglio, ma in un modo diverso, questa volta. Avevo bisogno di una fuga pura e vera. Anelavo alla semplicità del percorso incontro – estasi – disastro – lieto fine. 
Ero un catorcio. Avevo bisogno di una via d’uscita, e ne avevo bisogno disperatamente, ma raramente potevo uscire di casa, e se lo facevo, era comunque con il bambino. Mi sono sprofondata nella tana dei romanzi d’amore e ne sono riemersa rinnovata e ricaricata.

(Mi ha aiutato anche lo sleep-raining).

Era il 2009. Nell’autunno del 2010, ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo d’amore. Il luglio seguente una casa editrice lo ha acquistato. Da allora ho pubblicato più di mezza dozzina di libri.

Il mio rapporto con i romanzi d’amore si è evoluto ulteriormente, sia come lettrice che come autrice. Ciò che però mi colpisce, guardandomi indietro, è stato quanto i romanzi siano stati positivi per me nei momenti della mia vita in cui ne avevo bisogno. E’ scorretto da parte di chi non legge romanzi d’amore criticarli e bollarli come fantasie escapiste. E’ un atteggiamento sessista e accondiscendente. Ma è scorretto anche perché non c’è assolutamente niente di male nella fantasia escapista.

Per chi ha bisogno di fuggire ed allontanarsi dalla realtà per qualche tempo, è un dono di incalcolabile valore.

Ruthie Knox


Alcune copertine, di diverse edizioni...tanto per farvi venire voglia di leggere i libri di questa splendida autrice!






venerdì 8 agosto 2014

Julia Quinn, Capire il potere dei romanzi d'amore (#RARM 8/08)



Ottava giornata del Read-a-romance-month!
Difficile scelta per me tra gli scritti di Molly o'Keefe e Julia Quinn, ma alla fine ho scelto.


Il contributo è suddiviso in parti, e c'è il rimando al testo del 2013, che traduco sotto.

Domande a Julia Quinn

Da un’intervista di Cristina Merrill
DOMANDA - I critici dei romanzi d’amore dicono che questi libri danno alle donne idee malate riguardo alle relazioni. Che cosa ne pensi?
RISPOSTA – Penso che sia buffo. Crediamo forse, dopo aver letto gialli, che ogni omicida verrà smascherato? E riguardo ai thriller o ai romanzi in cui le persone fanno sesso e questo è tutto? E’ più sano? Non capisco perché una storia in cui le persone si impegnano in una relazione stabile e monogama sia considerata malata. Credo che per molte persone questo sia un obiettivo, un fine. A volte leggo articoli in cui i critici letterari dicono che i romanzi che hanno letto sono tutti di dieci o vent’anni fa, o più, e questo genere è cambiato straordinariamente negli ultimi anni. Mi piacerebbe se lavorassero con più attenzione. (…)

Da un’intervista del 1998
DOMANDA – Quali sono gli elementi che creano il perfetto eroe romantico, secondo te?
RISPOSTA – Santo cielo, se lo sapessi, scriverei un libro su questo e diventerei milionaria!


Capire il potere dei romanzi d’amore

Ogni studente di storia (e con storia intendo il tipo che si studia sui banchi) sa che i libri di testo sono pieni di fatti e di eventi. Impariamo ciò che riguarda re e presidenti, guerre e documenti, e quando le persone comuni entrano nel quadro, lo fannno solo in gruppi così grandi che perdiamo di vista gli individui. E’ stato solo quando ho saputo che mia nonna era quasi morta nell’influenza del 1918, che sono stata in grado di dare un volto umano all’epidemia che ha ucciso più di 50 milioni di persone nel mondo.

Si potrebbe dire che i romanzi d’amore sono importanti perché è importante il numero di persone che li legge. Il romanzo d’amore è di gran lunga il genere più popolare, e niente mi riempie di orgoglio più che dire che i miei romanzi sono stati tradotti in 26 lingue. Ma per capire davvero perché il romanzo d’amore conta, dobbiamo capire che succedono cose come quella che vi racconto.

Stavo firmando i miei libri in un evento presso una libreria quando mi si avvicinò una donna con due miei libri, dall’aspetto letti molte volte. Mentre li firmavo, lei mi porse una lettera scritta a mano, chiedendomi di leggerla non subito, ma quando l’evento fosse finito. Non disse molto; io pensai che fosse timida, poi notai che le sue mani tremavano, e che il suo volto aveva quell’espressione che conosciamo bene, ma che è così difficile da descrivere. Stava cercando di non scoppiare in lacrime.
Più tardi, quella notte, lessi la sua lettera.

 I tuoi libri sono stati incredibilmente importanti nella mia vita. Quando avevo poco più di vent’anni, sono stata spesso in ospedale a causa di pesanti episodi di depressione. Sono stata sempre una grande lettrice. I libri erano la mia vita, ma le medicine che mi davano mi rendevano impossibile leggere. E’ stato molto difficile per me.
Durante il mio primo ricovero ho scoperto i tuoi libri. Durante una breve uscita con mia madre, siamo state a una fiera libraria. Ho visto Il visconte che mi amava, e il titolo mi ha fatto sorridere. Quando sei ricoverata per depressione, qualsiasi cosa che ti faccia sorridere la devi afferrare e tenerla stretta. Quella notte l’ho passata ridendo. Ero in ospedale per manie suicide e la tua scrittura mi ha fatto piegare dalle risate. I romanzi d’amore, e i tuoi in particolare, sono stati da allora presenti in numero e importanza nella mia vita.
Forse sarebbe estremo dire che mi hai salvato la vita, ma di sicuro hai reso un periodo estremamente difficile della mia vita…sopportabile. Ti sarò sempre grata. Ora sono completamente guarita, comunque; è da cinque anni che sto bene e sto scrivendo un mio romanzo. Spero che la prossima volta che ci incontreremo sarò un’autrice che ha avuto un impatto positivo sulla vita di qualcuno come tu l’hai avuto per me.

I romanzi d’amore contano. I romanzi sono importanti.

Julia Quinn

Copertine di una delle prime edizioni, in lingua originale.


Copertina italiana de Il visconte che mi amava.
(E che si ossigenava i capelli?) 
Conquistato!


giovedì 7 agosto 2014

Suzanne Brockmann, Il romanzo: qualcosa per ciascuno (#RARM 7/08)


Giorno settimo del Read-a-romance-month, e un incredibile invito da parte di Suzanne Brockmann. Ancora più straordinario perché per me...è lei fuori dalla mia comfort zone!



Il romanzo: qualcosa per ciascuno

Il genere del romanzo d’amore è così vasto e vario che sembra che non ci sia solo un libro per ogni lettore, ma un sottogenere per ogni lettore.

Più leggiamo, più scopriamo quali generi ci piacciono – e grazie alle raccomandazioni possiamo trovarne altri (quasi) uguali. Pian piano troviamo la nostra “comfort zone” nel sottogenere che amiamo leggere.

O scrivere.

Io scrivo soprattutto romanzi contemporanei che ricadono nel sottogenere “romantic suspense”. In particolare, scrivo libri dram-militar-azion-avventur-romantici.
Scrivo questo sottogenere perché me lo chiedono, lettori ed editori. Ma lo scrivo anche perché è nella mia “comfort-zone” di autrice.

Ma come lettrice? Il più delle volte evito i libri con protagonisti dei militari. Ne ho abbastanza di quelli che scrivo. Per ricrearmi leggo di duchi e figli di conti, o di debuttanti del profondo sud degli Stati Uniti, minacciate da serial-killer.

Quando leggo, mi piace fuggire in un mondo che sia altro dal mio, quello reale o quello delle mie storie.

Voglio calarmi nella pelle di qualcuno che mi sia estraneo, e vivere per un po’ di tempo una vita che mi porta fuori da tutto ciò che conosco e mi fa percorrere un po’ di strada – o tanta – nei passi di qualcun altro.

Voglio delle esperienze nuove.

A volte temo che la cosa che più spesso celebro dei romanzi d’amore, il fatto che ci sia una moltitudine di sottogeneri, sia anche la cosa che ci consente, come lettori, di rimanere sicuri e tranquilli all’interno degli ambiti che abbiamo scelto.

 E non sto parlando degli ambiti come ambientazioni. A parer mio, un lettore che legga solo paranormal è tanto isolato quanto uno che legga solo Regency.

Voglio essere chiara: non ho intenzione di minimizzare l’importanza delle letture in “comfort zone”. Ciascuno di noi necessita di libri che gli diano sollievo, consolazione, relax, e tranquillità. Ma come riconosciamo l’utilità della comfort zone, non dovrebbe esserci un tempo anche per le letture che ci mettano in difficoltà, quelle che siano una sfida, i libri che sono fuori dalla nostra comfort zone e ci spingono ad allargare i nostri orizzonti?

Lo ammetto, spesso non leggo al di là dei generi che conosco e amo. (E per chi tra di voi che spesso includono “sfide personali” tra i libri da leggere, bravi! Queste parole servano di sprone a coloro tra noi che si sono adagiati nel loro spazio di tranquillità).

Oggi, in onore del Read-a-romane-month, chiedo a ciascuno di leggere un libro fuori dal proprio ambito solito.

Siate coraggiosi, e leggete un romanzo da un sottogenere che non avete mai provato.

O ancora più sfrenati, e leggete un libro da un sottogenere che avete provato, e deciso che “non fa per voi”.

Scegliete un autore che non avete mai letto. Un libro con personaggi che vivono in tempi o luoghi diversi da quelli a cui siete abituati. Leggete di persone di un altro colore o fede o orientamento. Leggete di persone di un’altra cultura, paese o società.

Ho avuto un’esperienza interessante con lo spettacolo televisivo Friday Night Lights. Ero certa che non facesse per me: scuola superiore, football, il religioso Texas…? No, grazie, non ho nulla in comune con questo mondo che ruota attorno allo sport, e ho di meglio da fare. Ma gli amici continuavano a insistere che lo guardassi. Alla fine l’ho fatto e, con grande piacere, ho scoperto che ho più cose in comune con la popolazione di Dillion in Texas di quante mai avrei immaginato. E la mia vita è migliorata per il fatto chi essermi immedesimata in loro.

Perciò sforziamoci e sfidiamoci come lettori e vi prometto che, come scrittrice, di tanto in tanto farò lo stesso!

Suzanne Brockmann

Beh, accidenti!!

Autrice di cui qualcosa è stato pubblicato, ma mi pare che abbiano interrotto la serie.

Sbaglio, o questa copertina non c'azzecca? 



mercoledì 6 agosto 2014

Cathy Maxwell, Peggio per chi non legge (#RARM 6/08)


Ancora dal Read-a-Romance-month, giorno sesto.



Peggio per chi non legge

Non capirò mai chi non legge. Capisco il non aver tempo. Ormai, anche io ho bisogno di calma e tranquillità per sprofondarmi in un libro. Quand’ero giovane, mi bastava prenderlo in mano e BAM! ero dentro la storia. Ora è più difficile, la vita si è riempita di cose che mi distraggono.

Però, non VOLER leggere? Snobbare le storie? Conoscerle solo attraverso la visione di qualcun altro, su uno schermo cinematografico o televisivo?

Bleah.

Leggere è uno degli atti umani più intimi. Non ci sono due persone che possano leggere o sperimentare un libro nello stesso modo. Perché quando leggiamo, non è solo che decodifichiamo le parole, ma diamo loro vita. I personaggi acquistano profondità in base alla nostra personale esperienza di vita. Io ho ripreso in mano libri che lessi trent’anni fa, e la lettura è stata completamente differente perché ora io sono diversa, capisco più cose e ho più compassione, e, spero, la saggezza che una buona vita porta.

Questo mi fa sentire più viva. Più consapevole.

Sono una lettrice serale. Mi occorre la mini-vacanza che il libro mi offre per metabolizzare la giornata.

E la mia scelta cade e cadrà sempre sui romanzi d’amore.

Per prima cosa, nessun altro genere ha una tale varietà e ampiezza. Ci sono tante possibilità allettanti. I personaggi ti arrivano in tutte le forme, taglie, e modi di vivere. C’è umorismo, tenerezza, disperazione da strappare il cuore e vittorioso sollievo. Anche se l’eroina è una mutaforma o un vampiro o una poliziotta di strada, ci possono essere amore e accoglienza.

Inoltre, dopo un giorno pieno di impegni che non finiscono mai, e la certezza di altri giorni identici a venire, io ho bisogno dell’avventura che un romanzo d’amore mi offre. 

Il racconto di come si scopre l’amore e di come esso ci si coinvolga mi ricorda ogni giorno che la vita è preziosa quanto più è ricca di persone, luoghi e cose che amo. Che l’eroina stia lottando per salvare l’impresa vinicola di famiglia, che stia combattendo i pirati nei Caraibi o progettando il ballo in una piccola città americana o in una sala da cerimonia inglese, lei sa, e io sono del tutto d’accordo, che è un miracolo quotidiano ma prezioso quello di poter amare, e poter amare bene…e che le parole “e vissero per sempre felici e contenti” non dovrebbero mai essere date per scontate.

Cathy Maxwell


Due copertine graziose e di buon gusto.

Due copertine graziose e simpatiche, moderne direi.
No, sulle scale proprio no! E risistemati la camicia, debosciato!
Beh, diciamo che non c'è male. 
Un libro di cui è stat cambiata la copertina: decisamente, ci spinge alla passione vintage!
 


E due copertine delle edizioni italiane...Ma che facce che hanno 'ste donne!





lunedì 4 agosto 2014

Christine Merrill, La vittoria del lieto fine (#RARM 4/08)

Rieccoci al Read-a-romance-month!
(I post di sabato e domenica li recupereremo poi, fino al 7 non ho molto tempo).
Intanto ecco quello di oggi, uno scritto straordinario, sentito, ironico e per me in grande consonanza col mio spirito!
L'autrice è Christine Merrill, e lo potete trovare su
http://www.readaromancemonth.com/2014/08/day-4-christine-merrill-healing-love-and-a-future/

La frase che mi ha convinto a tradurlo subito:

I choose my imaginary friends with care. I do not have room in my psyche for miserable people who come to a bad end.




La vittoria del lieto fine

Non sono una grande fan dei finali tristi.

Ecco perché, quando qualcuno insiste che dovrei proprio leggere “Espiazione”, rispondo con un inequivocabile NO.
A quel punto la conversazione degenera su quanto l’interlocutrice sia triste che io non voglia espandere i miei orizzonti, che io rifiuti un libro così ben scritto, vera letteratura, e preferisca i romanzi d’amore.

Cerco di spiegare che sono perfettamente in grado di apprezzarlo. In quanto scrittrice e avendo una specializzazione in inglese, stimo una trama elaborata con arte e una frase ben costruita. Posso discutere di simboli e di tematiche in modo pertinente. Ma dopo aver letto la presentazione del libro, decisamente non mi avvicino neanche a quella storia.

Il dibattito continua. Mi sto limitando, adattando alla mediocrità. Non sto solo perdendo l’opportunità di elevare la mia mente, sto coscientemente rifiutando di farlo.

Replico con quello che spero sia l’argomentazione vincente. Soffro di depressione. Uno dei modi per sopravvivere ad essa è allontanarsi da tutto ciò che ti potrebbe rendere più depressa. E siccome il mio lavoro di scrittrice mi porta ad affezionarmi decisamente troppo a personaggi fittizi, occorre che io scelga i miei amici immaginari con grande cura. Non c’è posto nella mia psiche per gente miserabile che fa una brutta fine. 

In effetti, la mia terapista mi ha prescritto specificatamente di non guardare il film tratto da “Espiazione”.
Posso dunque fornire una nota di questo tipo: Per ragioni mediche, Christine Merrill è esonerata da qualsiasi finale triste.

La persona con cui parlo non è colpita. Mi compatisce. Se solo provassi il libro, capirei quanto mi sbaglio. Siccome rifiuto decisamente di farlo, posso quasi vedere che vengo relegata nella categoria degli “ignoranti per loro stessa scelta”.

Molte persone sono d’accordo con questa persona. Ogni due mesi, qualcuno scrive un articolo sull’Huffington Post o altrove riguardo al fatto che non dovremmo leggere romanzi d’amore, libri per giovani adulti, JK Rowling, e qualsiasi genere fiction di vostra scelta, ma piuttosto dedicarci a libri “importanti”. E, spesso, deridono il lieto fine come irrealistico e non all’altezza di dignità letteraria.

C’è anche una pubblicità che si vede parecchio ultimamente, che ricorda che “le storie tristi sono le uniche degne di essere raccontate”.
Cielo, grazie davvero per rendere inutile la mia carriera e il mio lavoro, cara pubblicità. Qualcuno mi porti un antidepressivo!

Lo ammetto, la tragedia ha una portata che la fa apparire davvero importante. Ma basta guardare il telegiornale per essere inondati dalla sofferenza del vivere e da situazioni mortali che non vanno a finire bene. Sono eventi reali, cento volte più drammatici di quelli letterari. Ci sono storie tristi in abbondanza, attorno a me.

Ma non sono assolutamente le storie più importanti.

I romanzi d’amore parlano (generalmente) di due persone e dell’amore che c’è tra loro. Non c’è niente di più semplice. Ma se tu sei una delle due persone, non c’è niente di più importante. 

Banalizzare e ridicolizzare storie di amore e felicità è dire che la vita dei singoli non conta.

Mi dispiace, ma non sono d’accordo. Più devo confrontarmi con le tragedie reali, meno voglio leggere di tragedie fittizie nel mio tempo libero. Ciò che voglio, più di tutto, è che mi si dica che c’è speranza per il futuro.  Voglio coinvolgermi in una storia semplice, ma importante, su due persone che si trovano, si stringono l’una all’altra, e si costruiscono il loro posto nel mondo. 

La speranza, più di ogni altra cosa, è il tema centrale dei romanzi d’amore. Non importa che cosa sia successo prima o quanto scarse le probabilità, alla fine del libro ci sarà guarigione, amore e un futuro.

Quando pensiamo al mito di Pandora, tendiamo a focalizzare la nostra attenzione su tutti i mali che sono stati liberati nel mondo. Ma trascuriamo il fatto che l’ultima cosa che c’era nel vaso, dopo che furono rilasciati tutti i mali, era la Speranza. Io credo che i greci abbiano tenuto per la fine la cosa più importante.


Christine Merrill











Grazie Christine Merrill! Devo decisamente correre a leggere i tuoi libri! 

domenica 3 agosto 2014

Lauren Dane, Scoprendo la magia del romanzo (#RARM 2/08)


E' il Read a romance month, ormai i miei due lettori lo sanno.

Giorno terzo, ottime autrici.

Scelta dura, ma anche stavolta ce l'ho fatta!

http://www.readaromancemonth.com/2014/08/day-2-lauren-dane-all-in-for-romance/




Scoprendo la magia del romanzo

Non ho letto romanzi d’amore fino ai trent’anni, anche se ho sempre amato i libri, e quindi forse non fa meraviglia che sia stata poi attratta da un genere che parla d’amore.

Sicuramente Forever di Judy Blume è stato un romanzo davvero memorabile nei miei primi anni, ma la colpa del fatto che oggi io sia una fan del genere romance è davvero tutta di Diana Gabaldon.

Ricordo che amici mi raccomandarono Outlander (La straniera). E che andai in libreria, lessi la quarta di copertina e lo rimisi giù. Questo accadde parecchie volte , finché un’amica mi regalò i primi tre libri della serie e io decisi di dar loro una possibilità.

Già alla fine del terzo capitolo ero totalmente avvinta. Ho letto quei tre libri in una sola settimana, e poi sono corsa ad acquistare il quarto, che era stato pubblicato da poco.

Outlander non mi ha resa solo una fan, mi ha resa una fervente appassionata. E questo per il modo in cui ancora mi sento quando penso alla scena in Voyager in cui Jamie alza lo sguardo e rivede Claire, mentre era convinto che lei fosse ormai irraggiungibile per lui, e per sempre.

Mi succede sempre con i libri che non mi aspetterei. Che posso dire, sono strana. Così se un libro cui faccio resistenza mi costringe ad appassionarmi alla sua storia, mi ha preso...

E sono autrici di romanzi d’amore che riempiono la mia lista di libri che-non-pensavo-avrei-amato-e-ora-adoro. Susan Elizabeth Phillips e Sugar Beth, che pensavo non mi interessassero e ho finito per amare. Ain’t She Sweet mi ha portato a Welcome To Temptation di Jennifer Crusie, che considero uno dei migliori romanzi d’amore contemporanei.

Ed è stato giusto a quel punto che ho realizzato che la storia giusta poteva prendere tutta una serie di cose che non mi piacevano e mescolarle e mostrarmele in un differente aspetto e creare magia.

Per me il romanzo d’amore davvero risplende per il modo in cui vede cose che di solito diamo per scontate – nel bene e nel male – e le eleva a qualcosa di migliore.

L’amore, tra le cose che sappiamo che esistono,  è la cosa più simile alla magia. Ci segna e ci fa cambiare, ci rende migliori e più forti e a volte spezza i nostri cuori. Quale modo migliore di capire noi stessi che attraverso il modo in cui gli altri ci vedono? O come i personaggi nella vita dei protagonisti li vedono?

Che un’appassionata lettrice che ama i romanzi sia stata così fortunata da poterne anche scrivere , è davvero la cosa più bella del mondo. Per me, ogni giorno è una celebrazione del romanzo d’amore e sono davvero felice che Diana Gabaldon mi abbia conquistata.

Lauren Dane



Pubblicato in italiano da Leggereditore.
Da provare, sperando in una buona traduzione. 





Ma cielo, questo è...incredibilmente attraente,
QUESTO LIBRO LO DEVO LEGGERE!

Le piacciono i tatuaggi? O piacciono alla sua cover-artist?
In ogni caso, siamo d'accordo!
Oh, che bella ragazza, e sembra pure tosta e intelligente!
Ma preferisco quei due tipi tatuati, grazie. 
Bella copertina.

venerdì 1 agosto 2014

Kristan Higgins, E poi arriva un eroe (#RARM1/08)

E' iniziato il Read-a-romance-month.

http://www.readaromancemonth.com/category/2014/august-1-2014/

Così ho pensato che, se riesco, ogni giorno sceglierò quello che mi è piaciuto di più tra gli scritti delle autrici e lo tradurrò in italiano. Le autrici di oggi sono Kristan Higgins, Katharine Ashe e la fervente lettrice Stephanie Hyacinth.

Ho scelto lo scritto di Kristan Higgins, anche se il giveaway per le lettrici fuori USA lo trovate offerto da Katharine Ashe.

Questo il link per il testo della Higgins in inglese: http://www.readaromancemonth.com/2014/08/day-1-kristan-higgins-falling-for-a-hero/. Ovviamente, il termine "hero" è usato in critica letteraria, nel senso di protagonista (anche noi diciamo "l'eroe del romanzo"), ma mi sembrava riduttivo utilizzare il termine letterario per rendere quello che la scrittrice indica...e quindi, EROE sia!


L'ultimo libro dell'autrice.




E poi arriva un eroe

Ciao, lettrici! Come state oggi? Grazie per essere qui! Sono molto felice di partecipare al Mese del Romanzo, anche se ogni mese è il Mese del Romanzo a casa mia. E anche nella vostra, ci scommetto. Ma che gran cosa designare ufficialmente il mese di Agosto come il nostro mese!
Oggi ho pensato di scrivere riguardo agli eroi, perché credo che una delle ragioni principali per cui leggiamo romanzi sia innamorarsi un po’ (o molto). Tutte quelle felici endorfine, tutte quelle eccitanti novità! E così pensavo ai libri che leggo, e al perché io ami certi eroi più di altri, e che cosa mi spinga ad amarli. La prima cosa della mia lista era…

La gentilezza. Pensavate che avrei detto le ciglia lunghe, eh? Nah. Anche quelle sono belle, ma vi dirò qualcosa. McIrish ha delle ciglia fantastiche, ma è stato il suo raccontare di come avesse salvato un gattino durante un temporale che, durante il nostro primo appuntamento, mi ha fatto iniziare a decidere i nomi dei nostri futuri figli.

La competenza. Non sto parlando dell’essere capaci di cambiare una lampadina o arrangiare un pranzo, anche se pure queste cose non sono male. Intendo l’abilità di fare la cosa giusta al momento giusto. Come ascoltare, o arrivare al momento giusto, o sapere quando prendere la mia – cioè, la sua - mano.

Il senso dell’umorismo. Ridere e amare alleggeriscono lo stress, fanno aumentare il battito cardiaco e contribuiscono alla longevità. E il senso dell’umorismo è anche una cosa intima, vero? E’ come un lato segreto di sé, rivelato a qualcun altro. Se lui ti fa ridere, ti cattura.

L’onestà. Non si può andare molto lontano in una relazione se non ti fidi del tuo compagno. E una volta che la fiducia è stata spezzata, mi chiedo se la si possa riacquistare. Che cosa ne pensate?

L’apprezzamento. Un uomo che ti apprezza, e lo mostra, attraverso un sorriso, ringraziandoti, a volte anche solo attraverso uno sguardo…è così bello essere stimati, che sia per aver fatto qualcosa di importante o semplicemente perché si è speciali.

Queste sono le ragioni vere per cui mi innamoro di un eroe. Ciglia lunghe e spalle larghe sono solo elementi di facciata.

 Kristan Higgins



L'autrice è pubblicata in italiano dalla Harlequin/Mondadori. 

Ma...perché le scarpe?!
Sì, ti stanno per lasciare da solo.
E direi per molto tempo, se lo slancio che ha lui
promette bene...
Attenta!
Ti ricordi che è successo a Bridget Jones?
Attento al tacco, piccoletto!
Altro cane decisamente ignorato....
Sarà mica di tendenza?



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