mercoledì 7 aprile 2021

Primo imbarazzato podcast

 La vita fa strani scherzi. 

Un giorno triste, in cui fa nevischio fuori sotto un cielo plumbeo e sconfortante ed è il 7 aprile, hai portato dentro e fuori lo stendipanni tutta la mattina, quando ancora c'era il sole, la lettura annoiava, due pulizie di casa tanto per sentirsi casalinga ciabattona, poi sei stata al computer per incombenze, mica per piacere...e d'altronde WandaVision l'hai già visto, insomma, arrivano le sette e sembra una giornata persa, o comunque una in cui non hai vissuto come dovevi potevi volevi, ma per fortuna c'è tuo figlio, che devi aiutare nel capire come si fa un podcast, e così...voilà il mio primo podcast.

E anche oggi abbiamo imparato qualcosa.

primo imbarazzato podcast




mercoledì 3 febbraio 2021

Blood heir, by Ilona Andrews

From the book Blood heir. It's about Julie and Derek, but there are some appearances of HUGH... And these appearance, well, are the BEST PART of the book, so if you are a Hugh fan go grab it!


It didn’t matter how powerful you were. Life always found ways to stab you and twist the knife in the wound. Nobody was immune.


I kept my emotions divorced from my actions. I hid my weaknesses. Even when anger crested in me in a hot, red wave, I surfed it to my goal. I never lost my hold in front of other people unless they were family. If I screamed, it was calculated. If I wept, I did it for impact. Derek made me lose it. I kept going over our conversation in my head. It was the way he had looked at me. The way he sat, the way he smiled, the way he spoke. Everything he did reminded me of what I’d left behind. Somehow, he bypassed my armor and got an honest, instinctual response out of me. I hated that so much.






lunedì 1 febbraio 2021

Alberi e pietre

 Più dei libri ti insegnino gli alberi e le pietre.

Bernardo di Chiaravalle


"Improvvisamente mi sono ricordato il mio Carlo Magno...Lasciate che i miei eserciti siano le rocce, gli alberi e i pennuti del cielo".

Henry Jones, da Indiana Jones e l'ultima crociata







martedì 4 agosto 2020

Buonanotte a te, di Charles Bukowski

Buonanotte a te che in questo momento
dovresti essere qui e non chissà dove.
Buonanotte a chi anche stanotte
si perderà tra le lacrime e i pensieri.
Buonanotte a chi ha sperato, lottato
a chi ha tirato fuori le unghie ma comunque ha perso.
Buonanotte a me, che ti aspetto e prego ogni sera per vederti tornare.
Buonanotte ai codardi, ai “lo faccio per te”,
a chi ha deposto i sogni nel cassetto,
a chi è caduto ma ha avuto la forza e il coraggio di rialzarsi.
A chi non vuole occhi diversi.
A chi non ci riesce, a chi ci prova ma è dura,
a chi soffre in silenzio, a chi ride ma sta male,
a chi non riesce a camminare,
a chi è stato lasciato,
a chi ha il cuore spezzato.
Buonanotte, che poi questa notte di buono non ha nulla.
E resterò sveglia a pensarti, a immaginarti
a chiedermi come stai, cosa fai, se sorridi, se sei felice, se ti manco, se stai bene anche senza di me.
Chi ti scalda la notte, chi ti guarda dormire,
chi ti sorride così dal nulla.
E non so, ma ho paura.
Perché la notte diventiamo più deboli,
perché la notte cadiamo, i pensieri vanno veloci e le lacrime scendono.
Dove sei, con chi sei, mi manchi.
Charles Bukowski


sabato 11 luglio 2020

Fu lungo il mio cammino fino a te, di Blaga Dimitrova


Fu lungo il mio cammino fino a te,
la vita intera quasi ti cercai
per serpeggianti avidi incontri
con altri, e tu non venivi.
E fino a dove s’apriva il tuo sguardo,
ombre attraversai e rumori sordi,
ma trapelava da me soltanto
purezza di suoni – per amor tuo.
Ogni tua carezza io piansi,
prima che fosse nata la difesi,
e il nostro futuro incontro custodivo
con pazienza nel mio petto.
Fu lungo il mio cammino fino a te,
immensamente lungo, e quando tu davvero
finalmente davanti a me sei apparso,
ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.
Immensi spazi avevo in me raccolto,
sconfinati aromi, timbri e desideri,
e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
che accanto a me dovevi fermarti.
Fu lungo il mio cammino fino a te,
e ci ha unito per un incontro breve.
Sapendolo… di nuovo sceglierei
questo lungo cammino fino a te.
Blaga Dimitrova


venerdì 10 luglio 2020

Il fiore di carciofo





Il fiore di carciofo è tra i più belli che esistano, anche perché è inaspettato, commestibile e ha le spine. Il nome carciofo viene dall'arabo e significa "spina". La pianta è un cardo selvatico coltivata in Sicilia dall'antichità ma perfezionata dagli arabi nella forma che conosciamo oggi.
Cynar lo denomina la tassonomia, da cenere, legandolo al mito raccontato da Ovidio della bellissima ninfa dai capelli biondo cenere e dagli occhi azzurri ma con il cuore viola che rifiutò Giove. Il quale la trasformò in una pianta con le spine fuori e il cuore dolce e tenero. Come un sabra. Carciofo, fiore di cactus e fico d'India, tutte piante spinose e dure fuori, ma dolci all'interno, e che crescono alla faccia di qualsiasi povertà di terreno e di assenza di cure: a loro basta la terra.




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