mercoledì 23 novembre 2011

i sei migliori fumetti giapponesi

I FUMETTI GIAPPONESI MIGLIORI
  • Vagabond
Vagabond è straordinario perché le sue tavole migliori sono vere e proprie opere d’arte grafica, per la capacità di andare in profondità nei pensieri e nei sentimenti dei personaggi, per la maestria nella descrizione dei gesti, in particolare di quelli nei duelli, perché riesce a farti appassionare a personaggi realmente esistiti, perché i maestri che Musashi incontra sono incredibilmente e profondamente umani, perché è una delle opere che meglio presenta la filosofia orientale che si estrinsecò nel bushido, perché Musashi è un gran personaggio, che cresce, cambia, sbaglia, non si arrende. La frase più bella del fumetto (finora): “La mia katana è una cosa sola con l’universo. Perciò, non ho bisogno della katana.”

  • Planetes
Planetes è straordinario per la descrizione di quello che lo spazio significa per gli esseri umani, per la capacità di mostrare che la vera conquista è quella di sé stessi, per ipotizzare un futuro realistico e difficile, per mostrare un cammino di crescita che si fa solo se si accetta di stare insieme agli altri e di lasciarsi segnare da loro. La frase migliore: “Lo spazio che vedevo io…era una cosa così piccola?”


  • Nana
Nana è straordinario perché fin dall’inizio ti appassiona e coinvolge, perché i personaggi sono dolci, contorti, segnati, in difficoltà con sé stessi e con il mondo, ma mostrano forza, energia e compassione, per l’amore per la musica e per la delicatezza con cui analizza i sentimenti umani.


  • Sayuki
Sayuki è straordinario per il modo irriverente con cui rilegge un classico del pensiero religioso orientale, per la trama coinvolgente, per i personaggi complessi e mai banali, per la dinamica delle loro relazioni. Il personaggio di Genjo Sanzo è intrigante e affascinante tanto quanto insopportabile.


  • Mars
Mars è straordinario per la sua dolcezza, per i protagonisti, tristi e segnati,che riescono a salvarsi attraverso il percorso di crescita che l’amore reciproco li spinge a compiere, perché ti ricorda la forza, i sogni, l’amicizia, e infine per il tratto dell’autrice, scabro ed essenziale a volte, ornato e espressivo altre volte.


  • Nausicaa
Nausicaa è straordinario per la bellezza della storia, perché nessuno è solo buono o solo cattivo, perché anche i peggiori possono redimersi, per la protagonista che è un personaggio indimenticabile, per le parole di Chikuku al grande sacerdote (che si aspetta che l’apostolo che salverà il mondo sia simile a un angelo, perciò non può credere che sia Nausicaa, che vola solo grazie alla sua maeve): “Se l’apostolo avesse le ali attaccate al corpo, sarebbe un mostro!”, per i mostrotarli, per come dipinge l’avidità, la piccolezza e insieme i gesti quotidiani ed eroici degli esseri umani, per come condanna la guerra.


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