domenica 6 gennaio 2019

Ilona Andrews

Una delle scrittrici che ultimamente leggo con più piacere è Ilona Andrews.
Nome de plume di una coppia di autori, molto attivi sui social media, rappresenta un vento di novità nel mondo del genere urban fantasy, caratterizzandosi per la capacità di creare mondi convincenti e avvincenti e protagonisti magnifici, complessi, in divenire, sfaccettati, e che anche quando non risultano particolarmente simpatici non puoi comunque lasciare (Kate). Ogni tanto i loro libri sono troppo pieni di dettagli macabri o truculenti, ma le virtù sono tante e le elenchero'.
- Pubblicano alcuni libri gratuitamente sul loro sito, con cadenza settimanale, capitolo dopo capitolo. Dopo revisione e con qualche integrazione il materiale confluisce in libro e da quel momento non è più accessibile online. Tuttavia, fa tanto romanzo d'appendice ottocentesco.
- Fanno riferimenti di cultura pop. Uno dei personaggi di On The Edge è paragonato a Sesshomaru.
- Riprendono tradizioni religiose, in modo parecchio libero e a volte un po' troppo semplificato, è vero, ma l'elemento religioso è sempre ben inserito nelle loro trame.
- Hanno grande libertà nell'utilizzare gli elementi del fantasy, mutaforma, magia, vampiri, ma generalmente pagano i loro debiti.
- Inseriscono elementi di riflessione sul comportamento dei singoli, dei gruppi umani e delle società, in particolare rispetto al diverso e al cambiamento.
- Hanno un occhio compassionevole verso gli esseri umani e i loro protagonisti hanno un'etica solida che li porta a scegliere il bene, anche sotto forma di sacrificio personale.
- Riescono a giungere a un raffinato humour. Ne è esempio la spiegazione del perché un vampiro non attacchi qualcuno che bandisce una croce in Clean Sweep.
- Hanno redento Hugh D'Ambray.


Serie The Edge

  1. On the Edge (5 stelle)
  2. Bayou moon (4 stelle)
  3. Fate's Edge (4 stelle)
  4. Steel's Edge (4 stelle)



Serie Kate Daniels

  1. Magic Bites  (4*)
  2. Magic Burns (4*)
  3. Magic Strikes (4*)
  4. Magic Bleeds (5*)
  5. Magic Slays (4*)
  6. Magic Rises (4*)
  7. Magic Breaks (3*)
  8. Magic Shifts (3*)
  9. Magic Binds (4*)
  10. Magic Triumphs (4*)
0.5 Small magic (4*)
3.5 Magic Mourns (4*)
4.5 Magic Dreams (4*)
5.4 Magic Gifts (4*)
5.5 Gunmetal Magic (4*)
6.5 Magic Steals (5*)
8.5 Magic Stars (4*)


Serie Hidden Legacy

  1. Burn for me (5*)
  2. White hot (5*)
  3. Wildfire (4*)
3.5 Diamond fire (4*)

Serie Innkeeper

  1. Clean Sweep (4*)
  2. Sweep in peace (4*)
  3. One fell sweep (5*)
  4. Sweep of the blade (3*)


The Iron Covenant
1. Iron and Magic (5*)

giovedì 4 ottobre 2018

Children of God by Mary Doria Russell

Children of God
By Mary Doria Russell

I think perhaps God  uses the tools He's got, even the ones that are bent or broken.
P 189

The noblest kind of retribution, wrote Marcus Aurelius, is not to become as your enemy.
Pag 223

Even if it's only poetry, it's poetry to live by, Sofia, poetry to die  for, D.W. Yarbrough had told her...
Pag 240


lunedì 24 settembre 2018

Consapevolezza

Non può essere paragonata che a se stessa.
One of a kind.



sabato 22 settembre 2018

How well we love

I don't live my life for others, and advice you to follow my lead. Most people don't know what they want, so they settle for rules and the opinions of others. Be brave. Be bold.
In the end, the measure of a well-lived life is not titles or riches. It's not even measured by the people we please, especially at the cost of our own souls.
The true measure of a well-lived life is how well we love...and how well we are loved in return.
The Irish Duke by Cathy Maxwell
In Four Dukes and a Devil
Pag 44

sabato 11 agosto 2018

Papa Francesco, Custodire , educare, crescere

Perché hai l'esigenza di dire? Dobbiamo sempre fare, non dire. Tu fai. Se cominci a parlare farai proselitismo e fare proselitismo significa usare la gente. I giovani sono molto sensibili alle testimonianze, hanno bisogno di uomini e donne che siano esempi, che facciano senza pretendere nulla dagli altri, che si mostrino per ciò che sono e basta. Saranno loro, i giovani, a farti domande e così arriverà anche il momento di parlare, di dire.
P 51

Tutti noi dobbiamo sempre guardare a quelli che in questo momento stanno più in basso, quelli che non interessano ai corrotti e che invece possono trasformarsi da scarti dimenticati a "portatori della gioia".
P64

Credo che le armi nucleari vadano subito distrutte.
P69

Un buon educatore fa a se stesso ogni giorno questa domanda: Oggi ho il cuore abbastanza aperto da lasciarci entrare la sorpresa? Educare non significa solo spiegare teorie, ma significa soprattutto dialogare, far trionfare il pensiero dialogico.
P105

Il contesto di consumismo nel quale viviamo è molto forte; è una spinta a " consumare consumo". Perciò è urgente recuperare un principio spirituale importante e svalutato: l'austerità. (...) Educare all'austerità è in realtà una ricchezza incomparabile. Risveglia l'ingegno e la creatività, genera possibilità per l'immaginazione e, specialmente, apre al lavoro in equipe, in solidarietà. Apre agli altri.
P111

Si è liberi solo se si è in armonia con se stessi.
P112

Tante volte esigiamo dagli studenti un'eccessiva formazione in alcuni campi che consideriamo importanti. (...) Ma non diamo altrettanta importanza al fatto che conoscano la loro terra, che amino le loro radici e soprattutto che facciano.
P113

Proponiamo loro mete ampie, grandi sfide e aiutiamoli a realizzarle, a raggiungerle.
P114

L'umorismo aiuta anche a essere di buonumore, e se siamo di buonumore è più facile convivere con gli altri è con noi stessi.
P120

A tutti i giovani, ma non solo a loro, dico: non abbiate paura delle diversità e delle vostre fragilità; la vita è unica e irripetibile per quelli che è; Dio ci aspetta ogni mattina quando ci svegliamo per riconsegnarci questo dono. Custodiamolo con amore, gentilezza e naturalezza.
P122
Dio è giovane

venerdì 10 agosto 2018

Papa Francesco: le malattie dell'essere umano contemporaneo

Ma che cosa significa arrivare alla movida già ubriache?
Significa arrivarci piene di illusioni e portando con sé un corpo che non si comanda, un corpo che non risponde alla testa e al cuore, un corpo che risponde solo agli istinti, un corpo senza memoria, un corpo composto solo di carne effimera. Non siamo nulla senza la testa e senza il cuore, non siamo nulla se ci muoviamo in preda agli istinti e senza la ragione. La ragione e il cuore ci avvicinano tra noi in modo reale; e ci avvicinano a Dio perché possiamo pensare Dio e possiamo decidere di andare a cercarlo. Con la ragione e con il cuore possiamo anche capire chi sta male, immedesimarci  in lui, farci portatori di bene e di altruismo.
P34-35

Governare è servire ciascuno di noi, ciascuno dei fratelli che compongono il popolo, senza dimenticare nessuno. Chi governa deve imparare a guardare verso l'alto solo per parlare con Dio e non per giocare a fare dio. E deve guardare in basso solo per sollevare qualcuno che è caduto.
Lo sguardo dell'uomo deve sempre essere in questi due sensi. Guardate verso l'alto a Dio e in basso a chi è caduto se volete diventare grandi: le risposte alle domande più difficili si trovano sempre guardando verso queste due direzioni insieme.
P35

Il potere è servizio e deve permettere al prossimo di sentirsi ben curato, secondo la sua dignità.
Quindici malattie.
La prima è la malattia del sentirsi immortali o addirittura indispensabili: deriva dal narcisismo ed è tipica di chi guarda appassionatamente la propria immagine e non vede Dio negli occhi degli altri, e soprattutto non riconosce la luce di Gesù negli occhi dei bisognosi.
La seconda è la malattia...dell'eccessiva operosità: è quella di chi si immerge nel lavoro, trascurando inevitabilmente il sedersi ai piedi di Gesù.
La terza malattia è quella dell'impietrimento mentale e spirituale. È la malattia di chi, strada facendo, perde quella serenità, quella vivacità, quell'audacia  e finisce per diventare una macchina di pratiche.
La quarta malattia è quella dell'eccessiva pianificazione e del funzionalismo: quando una persona pianifica tutto minuziosamente e crede che facendo una perfetta pianificazione le cose solo per questo progrediscano, diventa un contabile, un commercialista dell'esistenza. Non si può infatti rinchiudere in un programma la libertà dello Spirito Santo.
La quinta malattia è quella del cattivo coordinamento.
La sesta malattia è...la dimenticanza della propria storia di salvezza, della storia personale con il Signore, (...) delle proprie radici.
La settima malattia è quella della rivalità e della vanagloria.
L'ottava malattia è quella della schizofrenia esistenziale.
La nona malattia è quella delle chiacchiere, delle mormorazioni, dei pettegolezzi. (...) Si può parlare di "terrorismo delle chiacchiere", perché questo chiacchiericcio assomiglia appunto all'azione del terrorista: con la lingua tu butti la bomba, distruggi gli altri, e poi te ne vai come se nulla fosse, tranquillo.
La decima malattia è quella di divinizzare i capi. (...) Mai cadere vittime del carrierismo e dell'opportunismo.
L'undicesima malattia è quella dell'indifferenza verso gli altri: quando ognuno pensa solo a se stesso e perde la sincerità e il calore dei rapporti umani. (...) Oppure quando, per gelosia o scaltrezza, si prova gioia nel vedere l'altro cadere invece di rialzarlo e incoraggiarlo.
La dodicesima malattia è quella faccia funerea, ossia delle persone burbere e arcigne, che ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia, di severità e trattare gli altri, soprattutto quelli ritenuti inferiori, con rigidità, durezza e arroganza.
La tredicesima malattia è quella del "consumare consumo", del consumismo. È la malattia dell'accumulare.
La quattordicesima malattia è quella dei circoli chiusi, dove l'appartenenza al gruppo diventa più forte di quella a Cristo stesso.
L'ultima malattia è quella del profitto mondano, degli esibizionismi, quando la persona trasforma il suo servizio in potere e il suo potere in merce per ottenere profitti mondani o più poteri ancora. (...) La vanità è una bolla di sapone, essere vanitosi significa truccare la propria vita.
P40-42.

Papa Francesco, Dio è giovane

giovedì 9 agosto 2018

Papa Francesco e la rivoluzione della tenerezza


...un giovane ha qualcosa del profeta, e deve accorgersene. Deve essere conscio di avere le ali di un profeta, l'atteggiamento di un profeta, la capacità di profetizzare, di dire ma anche di fare. Un profeta dell'oggi ha capacità sì di condanna, ma pure di prospettiva. I giovani hanno tutte e due queste qualità. Sanno condannare, anche se tante volte non esprimono bene la loro condanna. E hanno la capacità di scrutare il futuro e guardare più avanti. Ma gli adulti sono spesso crudeli e tutta questa forza dei giovani la lasciano da sola. Gli adulti spesso sradicano i giovani, estirpano le loro radici, e, invece di aiutarli a essere profeti per il bene della società, li rendono orfani e scartati.
P29-30

Affinché i nostri giovani abbiano visioni, siano essi stessi sognatori, possano affrontare con audacia e coraggio i tempi futuri, è necessario che ascoltino i sogni profetici dei loro antenati. Vecchi sognatori e giovani profeti sono la strada di salvezza della nostra società sradicata: due generazioni di scartati possono salvare tutti.
Tutto questo si collega a quella che io chiamo la rivoluzione della tenerezza, perché c'è bisogno di tenerezza per un giovane nell'approcciarsi a un anziano e ci vuole tenerezza se un anziano vuole avvicinarsi a un giovane. Il messaggio deve partire dagli uni e dagli altri, non esistono gerarchie, entrambi devono ricercarsi.
Al contrario, invece, e purtroppo, tra gli adulti (...) e i giovani vedo sempre moltissima competizione, che parte dagli adulti verso i giovani, e addirittura verso i giovanissimi. Si può in molti casi parlare perfino di rivalità.
P32

Papa Francesco, Dio è giovane

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